Ponte de Veja

PS misto -GPS 45°36'26.1"N 10°58’13.2"E PS misto -GPS 45°36'26.1"N 10°58’13.2"E 
gratuito, ampio, sterrato, sosta notturna tollerata 
Sicuramente il più rappresentativo fra tutti i fenomeni geologici della Lessinia, il Ponte diVeja è anche un’importante area archeologica, che ha permesso il ritrovamento di diversireperti. Si tratta di un massiccio ponte di roccia ad una arcata, dello spessore di circa 9metri e della lunghezza di 50, sotto il quale scorre un ruscello. Si visita prima da sopra epoi, seguendo un sentiero, si va nella zona sottostante, da dove se ne coglie la visioned’insieme, ammirando il contrasto cromatico del rosso ammonitico dell’arcata con ilgrigio del calcare oolitico degli strati inferiori (entrambi questi materiali si sono formatifra i 225 e i 65 milioni d’anni fa).
Il Ponte di Veja è l’architrave d’ingresso di un’immensa grotta carsica, sopravvissuto alcrollo progressivo della volta centrale: i numerosi massi ammucchiati nella zonasottostante documentano questi avvenimenti, probabilmente verificatisi in tempi geologicamente recenti. Sono scampate al crollo anche alcune grotte calcaree minori, alcune identificate con nomi -Grotta dell’Orso, Grotta dell’Acqua-, altre contraddistinte semplicemente con una lettera alfabetica. Numerosi itinerari escursionistici attraversanoil territorio circostante il Ponte di Veja, permettendo agli appassionati di trekking diosservarne anche l’ambiente naturale. 
Ricerche e scavi effettuati nei dintorni del ponte hanno portato alla luce numerosetestimonianze della presenza umana in quest’area. Le tante grotte erano indubbiamenteun richiamo notevole per l’uomo primitivo, in costante ricerca di ripari naturali, che quitrovava fra l’altro anche acqua in abbondanza. Dal Paleolitico Inferiore (115.000 anni fa), quando l’uomo era ancora nomade e si spostava nella costante ricerca di luoghifavorevoli alla caccia, al Paleolitico Medio (40.000 anni fa), epoca in cui diventaseminomade, l’uomo fu assiduo frequentatore del Ponte di Veja, com’è stato dimostratodai ritrovamenti di schegge di selce e di qualche raschiatoio all’interno delle grotte. Letestimonianze più consistenti risalgono però all’epoca successiva, il Paleolitico Superiore, e proprio di questi anni, compresi fra i 40.000 e i 10.000 anni fa, sono i maggiori repertiritrovati, legati soprattutto all’attività della caccia, conservati al museo di Sant’Anna.
Molto interessante sarà infine seguire il percorso didattico allestito lungo il cammino, cheaccompagnerà il visitatore attraverso la storia, spiegando le varie fasi geologiche e ilprogressivo insediamento dell’uomo in questa zona. 

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Orari di apertura

  • Dal martedi al sabato dalle 9:00 alle 12:30 e dalle 15:00 alle 19:00 
    Lunedi il pomeriggio dalle 15:00 alle 19:00
    CHIUSO LA DOMENICA E LUNEDì MATTINA

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